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Gli orti del villaggio di Lena

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Relazione finale  Progetto

"Gli orti, la cura e la sostenibilità del pianeta: villaggio di Lena (Mali)
Attività di produzione e di trasformazione dei prodotti orticoli"

Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

Il progetto, ufficialmente avviato il 31 ottobre 2015, realizzato in paternariato con il Commune rurale di Syentoula, di cui il villaggio di Lena fa parte,  si è  concluso a gennaio 2017 con la visita dei volontari di Abareka' Nandree che hanno effettuato le attività finali di monitoraggio.

 Si è articolato nelle seguenti fasi che vengono riportate qui di seguito in sequenza temporale:

1.    formazione delle donne alle tecniche di coltivazione e di trasformazione

2.    preparazione preliminare del terreno dedicato alla coltivazione degli orti ed acquisto di materiali

3.    produzione degli ortaggi e loro trasformazione

  1. 4.costruzione di magazzini e chioschi
  2. 5.commercializzazione dei prodotti.

Ottobre- novembre 2015

Individuazione e coinvolgimento,  tramite il partner locale, di  60 donne  del villaggio di età compresa tra i 20 ed i 40 anni,  mediante attività di sensibilizzazione sulle caratteristiche del progetto e sulla propria fattibilità.

Incontri con i responsabili del Comune di Syentoula al fine di definire il ruolo delle istituzioni  all'interno del progetto e promuovere l'attività di diffusione e di sensibilizzazione alla comunità.

 Dicembre-gennaio 2016

-Ricerca ed individuazione di 3 formatori e di una persona con funzioni contabili all'interno del gruppo avente il compito di gestire tutte le attività economiche e di compilare le schede contabili di rendicontazione;

-acquisto del manuale di gestione comprensivo di tutte le schede contabili;

-individuazione e definizione del terreno da coltivare in forma collettiva  (circa 1 ettaro) e successiva assegnazione dello stesso ai destinatari del progetto da parte del capo villaggio.

 Febbraio 2016

Svolgimento di n. 3  sessioni di formazione e di sensibilizzazione al fine di fornire alle 60  donne coinvolte le nozioni  di base per lo svolgimento del progetto. Temi trattati:

-      principi di cooperazione e di buona governance

-      linee guida per la gestione amministrativa e finanziaria di un progetto

-      linee guida per la commercializzazione dei prodotti orticoli

 

L'attività di formazione sì è rivelata alquanto complicata poiché la maggioranza delle donne è analfabeta per cui la memorizzazione delle lezioni da parte delle partecipanti è stata lenta e si è dovuto spesso intervenire con esempi illustrativi evidenzianti le varie tecniche di lavoro agricolo.

Marzo – Aprile 2016

Viaggio di monitoraggio da parte dei responsabili italiani del progetto.

Acquisto dei primi attrezzi agricoli (motopompe e polverizzatori) per facilitare l'aratura del terreno.

Acquisto di parte delle sementi   (cipolle, peperoncini, cavoli, pomodori, carote)  per la  successiva realizzazione di pépinières (piccoli vivai per la coltivazione delle piante da trapiantare poi nell'orto comunitario). In Mali  a differenza dell'Italia in cui i semi vengono posti direttamente nel terreno e se ne attende la germinazione e la crescita, le sementi vengono prima poste in piccoli spazi  all'uopo attrezzati ed una volta che le piantine sono nate vengono poi trapiantate in un'altro terreno (nel caso specifico un'orto comunitario) ai fini della coltivazione definitiva. Il lavoro di semina viene pertanto articolato in due fasi  e ciò ne allunga le tempistiche.

Maggio-Giugno 2016

Pulizia (mediante estirpazione di piante selvatiche e bruciatura di piccoli arbusti) e recinzione del terreno  da coltivare mediante lavoro volontario degli uomini del villaggio (che sono intervenuti in appoggio alle donne);

sistemazione delle palizzate e delle griglie di recinzione al fine di proteggere i campi dall'invasione degli animali  selvatici;

coltivazione: aratura dei terreni e semina definitiva delle piantine degli ortaggi (ottenute dalle pepinieres), irrigazione dei campi mediante l'utilizzo della motopompa che, prelevando direttamente l'acqua da un fiume situato a circa 10 metri dalle coltivazioni, consente alle donne di innaffiare in modo più uniforme le piantine degli ortaggi migliorandone così la produzione;

inizio della costruzione di n. 2 Hangar e di piccoli magazzini destinati allo stoccaggio e alla commercializzazione dei prodotti orticoli.

 

Luglio-Agosto 2016

Le attività si sono fermate in quanto in Mali questo è il periodo delle piogge  e pertanto non è   possibile effettuare le attività orticole.

 

Settembre – Ottobre 2016

Costruzione di un pozzo in prossimità del terreno da coltivare  per un miglior approvvigionamento dell'acqua;

acquisto di concime biologico,  fosfato e sulfato di potassio con successiva  distribuzione nei campi in modo  da rendere più fertile il terreno e aumentarne la produttività;

acquisto di ulteriori tipologie di ortaggi (patate, melanzane, peperoncini) in modo da arricchire la produzione ampliando così il range dei prodotti da vendere;

Novembre -Dicembre 2016

Raccolta e trasformazione di alcuni prodotti orticoli mediante la realizzazione di  conserve anche se in ancora in forma primitiva (ad esempio passate di pomodori, conserve di prodotti sotto sale etc);

Ordine di fornitura al fabbro del Comune di essicatoi di ferro al fine di essicare alcune tipologie di verdure (in primis le cipolle, l'aglio ed il Gombo (nome scientifico Abelmoschus esculentus- pianta perenne originaria dell’Africa ed appartenente alla famiglia delle Malvacee  i cui  frutti, oltre ad essere consumati freschi vengono utilizzati per preparare ottime salse)

Commercializzazione dei prodotti: le donne  partecipanti al progetto (in attesa della costruzione dei chioschi per la vendita nel villaggio e dell'acquisto dei dispositivi per l'essicazione degli ortaggi) hanno iniziato a recarsi periodicamente  con la pinasse (una piroga  a motore da trasporto molto utilizzata in Mali) al mercato di Selingué (comune limitrofo ed importante centro di produzione di energia del Mali) attraversando il fiume Sankarani con tutta la mercanzia prodotta conservata in sacchi di juta. I prodotti freschi sono stati  molto apprezzati sul mercato locale ed il gruppo ha potuto iniziare così a realizzare i  primi guadagni.

Gennaio 2017

Completamento del progetto con la costruzione degli Hangar per la vendita dei prodotti orticoli e con la messa a punto da parte del fabbro  degli essicatoi per l'essiccazione delle verdure che saranno poi  vendute in sacchettini di plastica nel villaggio e al mercato settimanale di Selingué.

Attività di monitoraggio da parte dei responsabili italiani in merito alle quantità raccolte, ai prodotti venduti e redazione di un elaborato finale del progetto.  Da ciò emerge che la produzione per il primo anno si è orientata prevalentemente su melanzane, cetrioli, zucchine e pomodori, inoltre nel mese di gennaio sono state predisposte alcune pepinieres di cipolle, aglio e gombo. Si sta così generando un ciclo continuo di produzione che, eccezion fatta per i mesi  dell'hivernage (giugno, luglio ed agosto) consentirà la produzione di  verdure fresche nel corso dell'anno.

Risultati complessivamente ottenuti

Il 90% delle donne impiegate nel progetto ha migliorato le proprie condizioni di vita ed ha ricevuto una formazione adeguata sulle tecniche di produzione e di coltivazione che consentirà loro di partecipare in modo efficace e duraturo allo sviluppo del villaggio ed al miglioramento del reddito familiare.

Oltre 300 persone di Lena (su una popolazione di circa 1500 abitanti) ha migliorato la propria condizione di vita.

Nel villaggio sono diminuite le malattie legate alla malnutrizione soprattutto nei bambini da sempre i più vulnerabili. Un'alimentazione ricca di verdure è infatti da sempre  sintomo di una dieta sana ed equilibrata.

Considerazioni finali

Il progetto che ha beneficiato dell'appoggio delle istituzioni locali,  del capo villaggio e dei presidenti  delle associazioni del villaggio,  ha avuto un impatto positivo sulla popolazione ed in particolare sulle donne che, mediante l'apprendimento delle tecniche di coltivazione, possono ora partecipare allo sviluppo economico del proprio villaggio.  L'aver fornito alle donne anche i fondamenti delle tecniche di gestione e di contabilità fa si che esse a futuro potranno essere più autonome nella gestione dell'economia domestica.

Va rilevato che nel caso specifico l'appoggio delle istituzioni  non è stato molto costante in quanto le autorità locali (impegnate in un'accesa campagna elettorale) non hanno fornito un supporto adeguato aL progetto, soprattutto per quanto riguarda la sua  diffusione sia nell'ambito del Comune che in quelli limitrofi.

Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

 

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